Perché sbagliamo quando pensiamo alla pensione: il test di Plus24

Perché sbagliamo quando pensiamo alla pensione: il test di Plus24

Quando si parla di pensione, spesso ci comportiamo come se fosse una tassa da pagare. Il contributo versato obbligatoriamente, per questo fine, ogni mese (o periodicamente) sembra una “trattenuta”.

L’approccio “distributivo” condiziona le nostre valutazioni. Io pago la pensione degli altri, ma poi, chi la pagherà a me, quando sarà il momento? Si intuisce che probabilmente occorre un’integrazione.

Mettiamo da parte dei soldi, li investiamo secondo le nostre preferenze e paure e diciamo che stiamo pensando – genericamente – al nostro futuro (anche) pensionistico. Poi arriva qualche agevolazione fiscale e facciamo un fondo pensione. Quanto? Nei limiti della deduzione fiscale, naturalmente! Un disastro.

L’assenza di una corretta pianificazione finanziaria non fa comprendere bene il fenomeno, non aiuta a circoscrivere l’esigenza, a quantificarla nel dettaglio e ad operare di conseguenza. A farsi domande sulla pensione sono le persone mature, quando ormai è palesemente tardi. Anche i giovani dovrebbero cominciare a pensare alla pensione e questo ancor prima che inizino a lavorare. Il risparmio per la pensione (in tutte le sue forme) è indispensabile.

Non è una scelta tra consumo oggi o consumo domani. È la soluzione per avere consumo oggi e consumo domani, in equilibrio. I nostri giovanotti – grazie ai tassi bassi – hanno un rapporto con l’indebitamento ed i debiti molto diverso da quello che avevamo noi, oggi meno giovani. I consumi si anticipano, non si rinviano, attivando “comode rate”, ossia destinando il risparmio futuro al rimborso dei debiti, in cambio di benessere oggi.

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