La paura ferma le richieste di credito:giù mutui (-10%) e prestiti finalizzati (-5%)

La paura ferma le richieste di credito:giù mutui (-10%) e prestiti finalizzati (-5%)

Le famiglie italiane bloccano le richieste di credito per mutui, prestiti e carte. Una brusca frenata registrata nelle ultime tre settimane, in parallelo con il crescere dell’incertezza a fronte dell’aumento dei contagi da Covid-19. A dirlo sono i dati elaborati quasi in tempo reale da Crif che, dopo i trend confortanti di agosto e settembre, rilevano un repentino cambio di rotta da parte degli italiani.

La paura induce al rinvio

«Le paure legate alla nuova ondata di contagi si stanno riflettendo direttamente sui comportamenti delle famiglie che stanno adottando atteggiamenti prudenti e sono indotte a posticipare a momenti più propizi le decisioni sui propri investimenti e sugli impegni di spesa più onerosi», afferma Antonio Deledda, direttore credit bureau di Crif.

RICHIESTE DI CREDITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE

La minore propensione all’indebitamento e a pianificare impegni che incidono sul budget familiare è cresciuta in parallelo con l’evolversi dell’emergenza sanitaria in corso nel Paese. La rilevazione di settembre si era chiusa con un confortante +13% su base annua in relazione alle richieste di mutui (incluse le surroghe che pesano circa il 20% sul totale), replicando le performance dei mesi precedenti: subito dopo il lockdown c’è stata una vera e propria corsa ai finanziamenti spinta dall’emergenza liquidità. L’ultima settimana del mese scorso, invece, evidenziava già uno stallo delle istruttorie (0%).

Ma è da ottobre che Crif registra in modo deciso l’inversione di segno: nelle settimane comprese tra il 5 e il 25 ottobre le nuove domande per surroghe e acquisto di abitazioni hanno fatto segnare rispettivamente un -7,9%, -7,8% e -10,4% sullo stesso periodo 2019, malgrado i tassi applicati risultino ancora estremamente appetibili, con gli spread sul tasso variabile abbondantemente inferiori all’1 per cento.

Importo medio in discesa

Altro campanello d’allarme che emerge dalle rilevazioni di Crif è rappresentato dalla contemporanea contrazione dell’importo medio dei mutui richiesti, che nell’ultima rilevazione si è attestato a 131.786 euro, e dal progressivo allungamento dei piani di rimborso, con oltre il 75% delle richieste che prevede una durata superiore ai 15 anni. «Entrambi questi indicatori confermano la tendenza a prediligere soluzioni che impattino il meno possibile sul bilancio familiare», aggiunge Deledda.

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