Un piano di risparmio sotto l’albero: perché è il regalo ideale di Natale

Un piano di risparmio sotto l’albero: perché è il regalo ideale di Natale

Se siete in ritardo con i regali dell’ultimo minuto e non sapete cosa regalare a un ragazzo, un bambino o un neonato? Tranquilli. Siete ancora in tempo per fare un’ottima figura utilizzando due strumenti a vostra portata: il tempo e (speriamo) un po’ di denaro. D’altronde quanti sono i nonni e gli zii che nella difficoltà di interpretare i gusti dei più giovani preparano in questi giorni la tradizionale busta con dentro qualche decina di euro? Direi tanti. Allora proviamo a far crescere questa idea, facendo in modo di regalare per Natale un piano di risparmio e, conseguentemente, un po’ di educazione finanziaria.

Calcoli alla mano
Non temete, nulla di particolarmente difficile ma qualcosa di estremamente efficace. Perché, grazie all’ingrediente che avete considerato di meno, il tempo, le soddisfazione possono essere davvero interessanti. E far sì che, ad esempio, un neonato possa ottenere alla maggiore età, grazie a questo piano, un rendimento del 43% sul capitale. Aspettate a chiamare le task force antitruffa: qui non vogliamo parlare di mirabolanti risultati promessi da siti web senza scrupoli che puntano a svuotare le tasche dei più o meno ignari apprendisti trader online, ma solo di alcuni semplici calcoli matematici. Cento euro regalati ogni Natale a un neonato fino alla maggiore età restano 1800 se accantonati sotto il proverbiale materasso, ma possono diventare 2587,37 se invece investiti in uno strumento diversificato di risparmio gestito.

Le opportunità
Quale? Qui è il punto, ma prima di focalizzarlo, è il caso di esplicitare che il tasso utilizzato per la rivalutazione del capitale investito è il 2,43%, cioè un rendimento medio annuo decisamente inferiore a quel 3,7% medio anno ottenuto dai fondi pensione di categoria italiani negli ultimi dieci anni. Un benchmark non trascurabile, visto che molti fondi pensione – quelli di categoria, ma anche gli aperti e i Pip – offrono la possibilità di far aderire i familiari a carico e consentire di dedurre fiscalmente i contributi versati per i figli, entro il limite per la famiglia di 5164,57 euro. Opportunità da confrontare con le proposte commerciali delle banche e delle Poste che, com’è noto, offrono molti strumenti di risparmio per i più giovani, ma non solo per l’interesse di questi ultimi: i costi, detto in altro modo, possono erodere i rendimenti in modo significativo.

La motivazione
Risparmiare è culturalmente importante e farlo per i propri figli è la motivazione che spinge il 16% degli italiani ad accantonare denaro; una quota che sale oltre il 20% nella fascia d’età 45-54 anni.  Per far fruttare il risparmio nel modo migliore è importante lo strumento giusto ma anche , come detto, il tempo: diciotto anni è una dinamica temporale sufficiente per attraversare qualche crisi finanziaria e qualche impennata di Borsa. Ma soprattutto investendo a rate, tramite un piano d’accumulo del capitale, è possibile ridurre volatilità e rischi e incassare rendimenti interessanti.

La funzione educativa del risparmio
Certo, nel caso qui illustrato abbiamo parlato di cifre modeste: ma potete aggiungere gli zero che volete a quelle somme e percentualmente i risultati non cambiano. Il punto è esser consapevoli degli strumenti e degli obiettivi in gioco e da qui l’importanza educativa del risparmio, ossia la capacità di pianificare il proprio futuro utilizzando le risorse a disposizione: piccole o grandi che siano. Per esempio per sapersi accontentare: è vero che i clienti dei consulenti finanziari Usa hanno incassato negli ultimi 20 anni un rendimento medio dell’1,9% annuo contro una performance del 6% annua dei listini: ma destinare il 100% del proprio portafoglio alle azioni, per chi non ha un profilo di rischio adeguato, è di sicuro eccessivamente rischioso.

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